AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Veneto
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Lettere dall'America

Lettera aperta dall'America

di Oscar Casonato


Cari colleghi/e,
vi scrivo un breve report sulla realtà universitaria che ho conosciuto durante la mia permanenza negli Stati Uniti. Ebbene sì, ho avuto il piacere e l'onore di vedere con i miei occhi un paio di università americane e di rivedere alcuni colleghi conosciuti al recente congresso tenutosi a Roma: la Virginia Commonwealth University (VCU) di Richmond e l'Arcadia University di Philadelphia. Ricordo a tutti che qui in America per diventare dottori in Fisioterapia (DPT) servono 7 anni di studio al college, di cui 4 anni di Undergraduate program e 3 di Graduate program in Physical Therapy.

In sostanza i primi 4 anni di studio sono un pre-requisito per poter entrare al corso di laurea in Fisioterapia che dura altri 3 anni. Questo sistema (undergraduate e graduate) vale anche per le altre professioni sanitarie. È interessante sapere che sia a Richmond che a Philadelphia i presidenti dei corsi di laurea in Fisioterapia sono due professori fisioterapisti col dottorato di ricerca. In particolare il chairman della VCU (Thomas Mayhew) ha conseguito il dottorato di ricerca in anatomia e quindi insegna l'anatomia agli studenti del corso di laurea. Oltre all'anatomia teorica gli studenti hanno la possibilità di dissezionare cadaveri e di frequentare lezioni di anatomia microscopica applicata alla fisioterapia (vedere campioni di tessuto infiammato, degenerato e altri tipi di lesioni muscolari, tendinee, legamentose al microscopio). Alla VCU university ci sono 4 fisioterapisti che hanno conseguito il dottorato di ricerca in anatomia e fisiologia. Dei 13 docenti a tempo pieno, 11 hanno il dottorato di ricerca e 7 sono professori (tra associati e ordinari). All'Arcadia University, il cui presidente è Rebecca Craik (editor in chief di Physical Therapy, la rivista scientifica americana) ci sono 13 docenti di cui 7 fisioterapisti col Ph.D e 6 professori. Gli spazi, l'attrezzatura e la tecnologia non mancano in queste due università. Phil McClure mi conferma che suoi studenti studiano fondamentalmente sul materiale informatico che resta sempre disponibile online (video sulle tecniche e documenti in pdf per il materiale teorico). Pochi mi dice, sono i testi suggeriti su cui studiare molti di pi sono invece gli articoli a cui fare riferimento per l'approfondimento delle tematiche. Tutti i docenti hanno la possibilità di connettersi  a qualsiasi sito e di scaricare qualsiasi  articolo scientifico sia dal proprio ufficio che da casa. I fisioterapisti impegnati nella ricerca ottengono i fondi dal governo federale, o da fondazioni o da altri enti (il collega Mc Clure mi ha riferito di avere avuto un finanziamento per una ricerca sulla spalla anche dall'Associazione degli ATC. praticamente l'associazione dei laureati in scienze motorie). Da quello che si può ben capire l'intera gestione del corso di laurea è affidata completamente ai fisioterapisti. A loro spetta la totale responsabilità di costruire dei programmi di formazione adeguati alla professione. Interessante inoltre vedere che all'ingresso di entrambe le università ci siano due bacheche con copia degli articoli pubblicati dal corpo docente. Un rispettabile segno di orgoglio. In una stanza all'Arcadia University vedo per 15 minuti una fisioterapista che sta facendo una ricerca su un protocollo aggressivo di trattamento dei pazienti con artroprotesi d'anca. Sta lavorando con una paio di signore anziane sedute su un apparecchio isocinetico mentre lei raccoglie i dati al computer.

Certamente questa realtà così avanzata non può che essere uno stimolo forte per la nostra realtà italiana: attualmente credo che non ci sia nessun fisioterapista con l'incarico di presidente del corso di laurea in fisioterapia, mi risulta che ci sia solo un fisioterapista in Italia con il titolo di professore associato e solo pochissimi fisioterapisti italiani fanno ricerca. Rispetto alla situazione americana, la nostra realtà non può che apparire "preistorica"!!!

Ritengo indispensabile quindi attivare una sinergia politica tra tutti i fisioterapisti docenti e l'A.I.FI. per raggiungere quanto prima gli stessi standard universitari raggiunti dai colleghi americani. La destinazione da seguire è chiarissima. puntiamo verso la Statua della Libertà!

Dr. Oscar Casonato


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