Il giorno 14 settembre u.s. è stato condannato per esercizio abusivo della professione un
finto fisioterapista.
Il tutto è partito da una segnalazione ai NAS da parte dell'AIFI Veneto che poi si è
costituita parte civile.
Il fatto singolare è che il soggetto abusivo è stato condannato anche per violenza
sessuale su una paziente.
Il mancato controllo dell'esercizio abusivo di una professione sanitaria, se si considera quanto
è accaduto recentemente anche in Lombardia, non mette a rischio solo la salute dei cittadini
(fatto alquanto grave), ma può arrivare persino ad esporre gli stessi al rischio di subire
violenza da parte di soggetti che non hanno nè preparazione scientifca nè deontologia.
Per un adeguato controllo del territorio il lodevole impegno dei NAS non basta, occorre che la regione
Veneto, come da noi richiesto istituisca un data-base, ad accesso pubblico dove siano registrati tutte
le strutture, compresi gli studi professionali in regola con le norme in materia di sanità e
che venga costituito l'Ordine professionale dei fisioterapisti.
La tutela della salute dei cittadini non si fa a parole ma dotandosi di giusti strumenti.
Angelo Papa Uff. giuridico AIFi Veneto.
Elenco di link ancora CALDI che non vanno dimenticati



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