AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Veneto
Salta direttamente al contenuto della pagina

tratto dall'Arena di Verona
venerdì 28 settembre 2007, provincia, pag. 35

Massaggi e non terapie. E la condanna è storica

LEGNAGO. Un uomo di Casette ritenuto colpevole di esercizio abusivo della professione

di Stefano Nicoli

È una sentenza per certi versi storica, che è destinata a far discutere e che segna intanto «un'importante conquista» per la sezione veneta dell'Associazione italiana fisioterapisti (Aifi), quella emessa dal giudice del tribunale di Legnago, Raffaele Ferraro, nei confronti di Munaro Giannino: il massaggiatore ipovedente di 61 anni, residente in via Botticelli a Casette, che nel maggio 2005 era stato condannato a Verona a 4 anni di carcere per aver compiuto violenza sessuale su una giovane «paziente» nell'ambito della sua attività di manipolazione. E che, a distanza di due anni, si è visto infliggere - nel processo che costituiva una costola di quel procedimento - un mese di reclusione, convertito nella pena pecuniaria di 1.140 euro e condonato, per esercizio abusivo della professione di fisioterapista.
Per il giudice, l'uomo non possedeva perciò i titoli e i requisiti per praticare massaggi terapeutici secondo il profilo professionale del fisioterapista individuato da un decreto ministeriale del 1994. Tant'è che dovrà versare a titolo di risarcimento anche 3.500 euro all'Aifi veneta: l'associazione di categoria, che a suo tempo lo aveva denunciato facendo scattare un blitz dei Nas di Padova, che visitarono lo studio ricavato dal terapista nel garage di casa, sequestrandogli alcune apparecchiature e tre diplomi dai quali risultava «massaggiatore estetico», « sportivo» e persino «bonzay».
Tutto ciò prima di costituirsi parte civile, con l'avvocato Massimo Leva di Verona, nel secondo processo penale aperto contro Munaro. «Con l'obiettivo», sottolinea Angelo Papa dell'Aifi, «di contrastare un abusivismo che, oltre a danneggiare la nostra professione, può determinare gravi pregiudizi ai pazienti».
Intanto, i difensori di Munaro, Davide Adami e Marco Libardi, promettono battaglia: «Attendiamo di conoscere le motivazioni della sentenza anche se ci sono comunque i presupposti per impugnarla: il processo è nato, infatti, viziato poichè nel capo d'imputazione non era precisato cosa venisse contestato al nostro cliente».


Le questioni ancora aperte

Elenco di link ancora CALDI che non vanno dimenticati

Sponsor Progetto Valorizzazione Tesi


logo Hrr

logo Piccin

logo Winform

logo Ortopedia e mobilità

Comunicazioni

Avviso

Pagina corsi aggiornata

al 24 dicembre



AIFI Veneto

Via De Menabuoi 2 35132 PADOVA

Orario Segreteria:

MARTEDÍ e GIOVEDÍ 15:00-18:00

TEL 049 8649489 FAX 1782756292

email info@aifiveneto.net

P.IVA 03632700286