AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Veneto
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Ordini: Solo alla luce del sole!

su RIAB INFO del 27 febbraio 2008, la notizia che il Presidente della Repubblica, garante a Camere sciolte della correttezza degli atti che vengono emanati, aveva chiesto di dirimere ogni dubbio sul fatto che, il decreto istitutivo degli Ordini per le Professioni Sanitarie, la cui delega al Governo scade il 4 marzo, nulla avesse a che fare con regalie pre elettorali.

A quello che è dato sapere, sembra che oggi il consiglio dei Ministri abbia realmente iniziato l'esame del Dlgs vincolandone però l'approvazione al consenso di tutte le forze politiche.

Siamo certi che essendo stata la legge 43/06 approvata praticamente all'unanimità da ambedue gli schieramenti, ed essendo la seconda delega al Governo stata riapprovata praticamente allo stesso modo dal nuovo Parlamento, risulterà chiaro che questo provvedimento è necessario ed utile oltre che per le Professioni, anche e soprattutto al Sistema e ai Cittadini di questo Paese.

A tutti ora il dovere di agire con senso di responsabilità, mantenendo gli impegni presi.

A questo proposito cade a fagiolo la risposta pubblicata oggi dal "Gazzettino", quotidiano del nord est, ad una lettera al direttore scritta dal signor Luigi Vavasori di Mestre che, evidentemente disinformato, aveva lanciato allarmi ingiustificati sulla possibile approvazione degli Ordini professionali.

A seguire pubblichiamo le due lettere e quanto scrive sul tema Riabilitazione Oggi di gennaio, per giustificare il clima che qualcuno vorrebbe alimentare ad arte per affossare gli Ordini professionali, in particolare quello del Fisioterapista.

Ecco intanto quanto risponde oggi sul giornale il collega Mauro Gugliucciello. Azzeccato il titolo.

"Fisioterapisti e Scienze motorie, i "paletti" di legge ci sono già".

Egregio direttore, le scrivo per replicare all'intervento pubblicato giovedì 21 febbraio 2008 dal titolo "per i fisioterapisti, una legge fatta in fretta e che divide la categoria", che contiene notizie allarmanti su una presunta strategia dei fisioterapisti atta a limitare le competenze e l'operatività professionale del Laureato in scienze motorie. Tutto ciò in previsione della possibile approvazione del decreto legislativo sugli ordini professionali delle professioni sanitarie, la cui delega scade il 4 marzo prossimo, delega che ricordo è stata concessa per ben due volte all'unanimità dal Parlamento.

Caro direttore, io sono stato il promotore dell'unico incontro a livello nazionale tra laureati in Fisioterapia e laureati in Scienze Motorie che si è svolto a Udine nel dicembre 2003.

Il convegno patrocinato dall'università di Udine, dal titolo "Una scelta di campo tra comuni interessi" ha chiarito competenze e limiti dei due laureati e anche le possibilità di collaborazione tra i due professionisti.

Un incontro che è diventato un importante punto di riferimento culturale. Anche grazie a questo, nella Regione Friuli Venezia Giulia per aiutare il giusto collocamento dei laureati in Scienze motorie e venire incontro alle loro difficoltà occupazionali, è stata emanata una specifica legge che rende obbligatoria la presenza del Direttore tecnico abilitato presso palestre e centri sportivi, il quale deve essere un laureato in Scienze motorie o con titolo equipollente (ex diplomati Isef le cui scuole sono state sostituite dai corsi di laurea in Scienze motorie).

Questo per garantire la qualità dell'attività fisica nonché contrastare fenomeni gravi quali il doping.

I laureati in Scienze motorie non hanno nulla da temere da un futuro Ordine dei fisioterapisti, in quanto questo sarà istituito nel rispetto delle regole e delle leggi vigenti per le professioni sanitarie.

Anche le attività riservate hanno lo scopo di tutelare i cittadini, proteggendoli dall'abuso e dai conseguenti danni causati da interventi non competenti, fornendo alla magistratura strumenti ancor più adeguati per sanzionare l'abuso di professione sanitaria, oggi già perseguibile.

L'Aifi (Associazione Italiana Fisioterapisti) non ha mai chiesto niente di più, ma non accetterà niente di meno di quello che è giusto e corretto. I tanti laureati in scienze motorie lo sanno, ma i pochi che vorrebbero legittimare il proprio sconfinamento nelle attività di pertinenza del fisioterapista non troveranno appigli. È lo stesso decreto istitutivo del corso di laurea in Scienze motorie che vieta espressamente a questo laureato di svolgere attività di tipo sanitario.

Intanto l'Aifi ed il Tribunale dei diritti del malato-Cittadinanzattiva continuano a portare avanti la campagna "Io sono un fisioterapista vero" per combattere l'abusivismo in fisioterapia, purtroppo ancora troppo diffuso. L'abusivismo è un danno soprattutto per i cittadini, che in ambito sanitario, così come prevede l'art. 32 della Costituzione, devono essere attentamente tutelati.

Mauro Gugliucciello
Consigliere Nazionale A.I.FI.
Risano (Ud)

Questa invece la lettera che è stata contestata nell'intervento sul giornale di oggi

"Per i Fisioterapisti una legge fatta in fretta che divide la categoria"

giovedì 21 febbraio 2008.
Nel silenzio più assoluto lo schema di D.L. di attuazione della delega di cui all'art. 4 della L. 1-2-2006 n. 43, che istituisce gli ordini professionali sanitari, ha continuato il suo iter e nonostante le promesse fatte a una parte del governo sul fatto che tale decreto non avrebbe fatto riferimento ad attività riservate, le ha invece indicate!

Noi ne siamo venuti in possesso perché il modo come erano stato state concepite le riserve (attività che se compiute portano al reato di abuso di professione) per i fisioterapisti ha scandalizzato anche alcuni di loro che ci hanno fatto pervenire il primo testo che così recitava:

«3) È' riservata ai fisioterapisti l'attività di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della neuromotricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita».

«8) È riservato ai tecnici della riabilitazione psichiatrica lo svolgimento di interventi riabilitativi ed educativi sui soggetti con disabilità psichica».

È facile comprendere che parlando di prevenzione generica e altrettanto generiche aree della neuromotricità sganciate dalla patologia avrebbe riservato al fisioterapista tutto il movimento umano dallo sport alla rieducazione, dal movimento per i disabili all'educazione fisica scolastica.

In breve tutti i laureati in Scienze Motorie, tutti i tecnici del Coni etc. non avrebbero più potuto lavorare.

Nella loro frenesia di accaparrarsi tutta la torta del movimento, i fisioterapisti avevano dimenticato, come potrete notare dal testo sopra riportato, di farsi riservare ciò che a loro spetta di diritto: la fisioterapia strumentale.

Appena venuti in possesso del testo abbiamo chiesto un incontro sia con il capo della segreteria tecnica del Sottosegretario Patta, che ha la delega sulle professioni sanitarie, dott. Polillo che il Direttore Generale del Ministero della Salute con la delega alle professioni Giovanni Leonardi.

Nei due colloqui abbiamo rappresentato la pericolosità del testo e abbiamo ottenuto questo cambiamento:

«3) È riservata ai fisioterapisti la programmazione degli interventi di prevenzione secondaria, cura e riabilitazione nelle aree della motricità e neuromotricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita, anche tramite l'utilizzo di terapie fisiche e l'ausilio di tecnologie».

«8)È riservato ai tecnici della riabilitazione psichiatrica lo svolgimento di interventi riabilitativi ed educativi - comportamentali sui soggetti con disabilità psichica".

Questo nuovo testo non ci soddisfa ancora pienamente perché vorremmo che fosse chiaramente evidenziato che nel campo motorio, cessata la fase acuta, i fisioterapisti non hanno alcuna riserva (ovviamente questa affermazione si riferisce alla rieducazione attiva).

Temo che, con le elezioni anticipate, il ministero della Salute sia tentato di fare un colpo di mano dando il via libera al D.L. in oggetto credendo così di ingraziarsi alcune migliaia di professionisti ed avere i loro voti.

Dobbiamo fare comprendere sia al Ministro che al Sottosegretario che per uno che ne accontenteranno ne scontenteranno dieci che non li voteranno.

Comunque la cosa triste ma allo stesso tempo più importante è: cosa cavolo ci siamo laureati a fare se poi non possimo lavorare in palestra e nelle associazioni sportive dove chiunque abbia fatto un corso di un week end acquisisce i nostri stessi titoli e pretende di lavorare con le stesse competenze?

Questo alla faccia della tutela della salute del cittadino e della Organizzazione mondiale della sanità (Oms)!

Ora ci viene tolta anche la possibilità di lavorare attivamente sull'infortunato, dopo la fase acuta, per dare ancora spazio alla casta dei fisioterapisti che ricordiamo, dopo un evento traumatico, portano il paziente solo in una condizione tale da permettergli di essere autosufficiente.

Il resto del lavoro di condizionamento morfologico e organico con il ritorno all'attività atletica ed a una condizione fisica di estrema sicurezza e stabilità motoria viene permesso grazie al nostro attento e certosino lavoro di laureati in Scienze motorie!

Luigi Vavasori
Mestre

Ora quello che pubblica "Riabilitazione Oggi" di gennaio

"Ordini, speriamo ci sia poco da bleffare"

Anche solo lo spuntare all'orizzonte della concreta possibilità che venga istituito un Albo nazionale per i Fisioterapisti sta mettendo in allarme chi, fino ad ora, ha esercitato impunemente e, a volte alla luce del sole, la professione senza averne titolo.

È fin troppo ovvio infatti tirare le conclusioni di una simile scelta.

Una volta istituito, chiunque venisse sorpreso ad esercitare "un'attività riservata" senza esserne titolato avrebbe ben poche possibilità per dimostrare la sua buona fede.

Ecco allora che assistiamo agli ultimi, quanto disperati, fuochi di paglia di tutta una serie di personaggi che si sentono venir meno la terra da sotto i piedi.

A volte questi tentativi vengono alla luce e così capita di dover leggere le loro "articolate argomentazioni" su alcuni quotidiani che però, nel pubblicarle, non si rendono probabilmente conto di quanto vengano fuorviati dalla semplice realtà dei fatti.

Illuminante a questo proposito l'articolo apparso il 17 dicembre dello scorso anno sull'Arena di Verona.

In una sorta di articolo - intervista a Giorgio Pasetto, rappresentante di una associazione di ex diplomati Isef e Laureati in Scienze Motorie tra le altre cose si poteva leggere quanto segue:

  • "Studiare per anni, conquistarsi due lauree, (una in S.M. e l'atra in Osteopatia conseguita in Svizzera n.d.r.) investire tempo e denaro per costruirsi una professionalità e, dopo anni di esperienza, rischiare di essere considerato, da un giorno all'altro, un abusivo.
  • Non ci sta Giorgio Pasetto, segretario dell'associazione dei laureati in Scienze motorie e diplomati Isef (Dmsa). E come lui non ci stanno i 40 mila colleghi italiani che, dopo una laurea in Scienze motorie, hanno deciso di dedicarsi, piuttosto che a sport e fitness, al variegato mondo della riabilitazione. Variegato perché popolato oltre che dai laureati in Scienze motorie da altre figure professionali, osteopati, medici, massaggiatori, fisioterapisti." Ed ancora:" ..sul futuro lavorativo dei laureati in Scienze motorie incombe anche l'istituzione dell'Ordine professionale dei fisioterapisti, atteso per i prossimi mesi, che richiederà per l'accesso il titolo abilitante. «Se verrà istituito l'Ordine», spiega Pasetto, una laurea in Scienze motorie e una quinquennale in Osteopatia conseguita in Svizzera, «40 mila dei 120 mila laureati italiani in Scienze motorie diventeranno abusivi."

Basta poco per capire che in questo ragionamento ci siano alcuni grossolani e, non proprio disinteressati, errori di fondo.

Avrebbe infatti dello sbalorditivo e confermerebbe ancora di più la nostra voglia di un Albo, se in giro ci fossero davvero 40 mila laureati in Scienze Motorie che avrebbero deciso di dedicarsi, piuttosto che a sport e fitness, al variegato mondo della riabilitazione popolato sia da loro che altre figure professionali in un immaginifico mondo irreale che però non esiste se non in una forzata quadratura del cerchio atta solo a darsi una pelosa giustificazione.

È difficile capire cosa abbiano temere costoro da un probabile Ordine per i Fisioterapisti perché non potrebbe che confermare quanto già ora sono e cioè degli abusivi dichiarati visto che si permettono di affermare in pubblico di esercitare competenze previste unicamente per personale sanitario, cosa questa negata loro dalla stessa legge istitutiva della laurea in Scienze Motorie che vieta loro di fare sia il medico che il fisioterapista.

Quanto poi a quel variegato immaginifico mondo, del quale si sentono parte integrale, varrà la pena ricordare che questo è normato dal decreto ministeriale 29 marzo 2001 che, dando concretezza al secondo articolo della 251/00, chiarisce quali sono le professioni sanitarie riabilitative.

L'elenco è impietosamente così composto: Podologo, Fisioterapista, Logopedista, Ortottista, Terapista della neuro e psicomotricità dell'età evolutiva, Tecnico della riabilitazione psichiatrica, Terapista occupazionale, Educatore professionale."

Se anche l'Aifi Veneto non ha mancato di far sentire la sua voce sul giornale veronese, merita sicuramente menzione quanto si può leggere in una lettera al direttore inviata da Aldo Codognola, un Laureato in Scienze Motorie non proprio in sintonia con Pasetto e amici: "..sono dispiaciuto nel vedere come la mia professione sia spesso confusa con la Fisioterapia. Come si può apprendere leggendo i frequenti articoli che appaiono sulle pagine del quotidiano veronese "L'Arena", alcuni miei colleghi hanno deciso di esprimersi professionalmente in ambiti estranei alla loro competenza, così agendo hanno danneggiato in primis la salute pubblica, gli interessi della nostra categoria e i fisioterapisti".

di Gianni Melotti


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