Nei giorni scorsi la Guardia di Finanza ha chiuso lo studio di un secondo cosiddetto "tiraossi"in zona Vicenza, che per oltre 10 anni ha praticato abusivamente la professione del fisioterapista. L'Associazione Italiana Fisioterapisti (AIFI), branca italiana della confederazione mondiale dei fisioterapisti (WCPT), per contribuire ad arginare il fenomeno dell'abusivismo, e per favorire l'accesso diretto dei pazienti agli studi gestiti da fisioterapisti liberi professionisti, ha pubblicato sul sito regionale www.aifiveneto.net un elenco dei professionisti ad essa associati.
In Italia, secondo statistiche recenti, oltre ai 40mila fisioterapisti con regolare abilitazione sanitaria, ci sono altrettanti abusivi che mettono a repentaglio la salute del paziente. I problemi che i pazienti possono incorrere facendosi trattare da un abusivo sono molteplici: ad esempio, chi non ha alcun tipo di preparazione in ambito sanitario - e men che meno fisioterapico - difficilmente può avere idea delle controindicazioni relative alle tecniche che applica, con ovvio rischio di complicanze e danni potenzialmente gravi e permanenti per i malcapitati che vi si sottopongono.
Nel nostro paese sono molte le figure che fanno riabilitazione; il fisioterapista, però, è l'unico professionista a compiere i trattamenti fisioterapici e, come ogni altro professionista sanitario, è sottoposto per legge ad un regime di "formazione continua" post-laurea, che garantisca standard elevati di aggiornamento. Per ulteriori informazioni sul ruolo dell'AIFI e sui servizi da essa offerti, gli utenti possono consultare anche il sito nazionale www.aifi.net.
Giorgio Vendramin
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