AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti Regione Veneto
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Lotta all'abusivismo

Abusivismo fisioterapico

Il fenomeno dell'abusivismo può concretizzarsi sia in regime libero-professionale, sia nel lavoro alle dipendenze di strutture sanitarie, e determinare gravi pregiudizi al paziente, al suo diritto alla salute ed alla professione del fisioterapista anche tramite l'assegnazione delle funzioni proprie di tale figura a soggetti diversi, con ciò intendendosi non solo soggetti privi di qualsiasi titolo professionale, ma anche soggetti in possesso di titoli abilitanti all'esercizio di professioni diverse (medici, infermieri, ecc.).

Il modulo per la segnalazione di ABUSIVISMO FISIOTERAPICO

Nato dalla collaborazione tra l'Ufficio Libera Professione e l'Ufficio Giuridico dell'Aifi Veneto questo modulo permette di segnalare, in forma anonima, il sospetto abusivismo fisioterapico diventando di fatto uno strumento concreto contro questo dilagante fenomeno

Ultime notizie


Valli VI Esercizio abusivo della professione

Articolo apparso sul "Gazzettino di Vicenza" il 27 giugno 2008

Legnago VR Condannato finto fisioterapista

Il mancato controllo dell'esercizio abusivo di una professione sanitaria non mette a rischio solo la salute dei cittadini (fatto alquanto grave), ma può esporli a gravi rischi

Assessore Martini: "Stop a massaggiatori abusivi sulle spiagge"

Comunicato stampa della Regione Veneto Assessore alle Politiche Sanitarie Francesca Martini n. 1294 del 21/08/2007 (AVN)

Venezia, 21 agosto 2007
"Considero inaccettabile che si aggirino per le nostre spiagge fantomatici massaggiatori e massaggiatrici cinesi o di qualsiasi altra etnia che compiono veri e propri atti di manipolazione sui bagnanti".
È netta la presa di posizione dell'assessore regionale alla sanità Francesca Martini in merito all'episodio che ha visto a Caorle la morte della signora Alena Petrusca dopo che si era sottoposta ad un massaggio sulla spiaggia da parte di una donna cinese ora ricercata dalle forze dell'ordine. "Tutto questo è illegale - afferma l'assessore - e qualsiasi atto che abbia a che fare con la persona, eseguito da chi non ne abbia i requisiti, rappresenta una grave violazione di quanto è disposto dalle norme igieniche e sanitarie. Al di là del nesso di eventuale causa-effetto, che verrà appurato attraverso l'esame autoptico della signora Petrusca, ritengo comunque che non si possa più procrastinare una situazione di questo tipo e in questo senso interesserò le autorità competenti".

A cura dell'Ufficio Stampa della Regione Veneto


SEQUESTRO PREVENTIVO DELL'AMBULATORIO, Fisioterapista abusivo scoperto dai carabinieri

Dal "Gazzettino"
Conegliano Sabato, 9 Giugno 2007
Ha continuato a svolgere abusivamente la professione di fisioterapista, pur avendo già alle spalle una condanna per il medesimo reato.
Ora, per evitare che riprenda la sua attività, i carabinieri del Nas gli hanno addirittura posto sotto sequestro i due locali in cui riceveva i suoi pazienti.
E' un piccolo paese alle porte di Conegliano a fare da sfondo a questa vicenda, che sicuramente stargià facendo parlare tutti quelli che conoscevano il noto "tiraossi".
Il sequestro preventivo da parte del Nas risale a un paio di giorni fa, ma già ad aprile i carabinieri si erano presentati alla porta dell' abitazione dell'uomo, un cinquantenne, chiedendogli conto dell'attività che stava svolgendo in due locali sotto casa. Una perquisizione che ha confermato che l'uomo esercitava senza averne i titoli la professione di fisioterapista, facendo massaggi, utilizzando macchinari specifici, cercando di risolvere, insomma, i piccoli acciacchi quotidiani di decine di persone.
Il protagonista della vicenda è stato quindi denunciato per esercizio abusivo della professione, ma per evitare che riprenda a fare quello che faceva normalmente fino a due mesi fa, le forze dell'ordine, d'accordo con la Procura, hanno deciso di mettere i sigilli alle stanze in cui riceveva il pubblico.
Evidentemente devono avere pensato che fosse il solo modo per essere certi che non ci riprovasse, visto che aveva tranquillamente ripreso la sua attività pur essendo già stato condannato una volta, nel 1996, per il medesimo reato.
Di fatto, non aveva alcuna autorizzazione per svolgere vera e propria attività medica, al punto che i pazienti si presentavano da lui con in mano le ricette dei loro dottori, ritenendo che lui potesse non solo comprendere le prescrizioni, ma anche soddisfare le richieste dei medici di base.
L'intervento del Nas ha messo fine a questa pratica, arrivando a sigillare i locali in cui esercitava.

Lina Paronetto


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