Mentre ci avviciniamo alla data del 4 marzo, termine ultimo del Consiglio dei Ministri per approvare definitivamente l'istituzione degli Ordini Professionali, assistiamo a prese di posizione allarmistiche e ingiustificate da parte di laureati in Scienze Motorie.
Pubblichiamo quanto uscito nella newsletter di RiabInfo che, citando alcune lettere uscite su quotidiani
veneti locali e la rivista "Riabilitazione Oggi", riassume molto bene le posizioni dei fisioterapisti e
laureati in Scienze Motorie smascherando disinformazione ed errori grossolani.
Il 7 dicembre u.s. si è svolto presso il Ministero della Salute un incontro tra i Rappresentanti delle Professioni Sanitarie e la Segreteria del Sottosegretario di Stato, On. Gian Paolo Patta, che ha rappresentato un ulteriore passo in avanti nel faticoso percorso di istituzione degli Ordini Professionali.
L'argomento cardine della riunione è stato il documento di riserva professionale da inserire nell'impianto del decreto di istituzione degli Ordini. Sempre nella stessa giornata, nel pomeriggio, sono state convocate dal Sottosegretario anche le Organizzazioni Sindacali a discutere dell'art. 4 della legge 43/2006.
Durante gli incontri è stato specificato dai Rappresentanti ministeriali che è stato dato mandato al Ministero della Salute di esercitare la delega in coerenza e aderenza al testo di riforma delle Professioni Intellettuali (DDL Mantini-Chicchi), quindi con la costituzione di tre Ordini Professionali e su tali basi è stato impostato il documento sulle riserve professionali, sottoposto alle varie Associazioni e alle OO.SS solo al momento dell'incontro.
L'Aifi, rappresentata dal Presidente Nazionale, Dott. Antonio Bortone, ha proposto in tale sede alcune modifiche al testo presentato dal Ministero, ma si è riservata di produrre successivamente un documento sulla riserva professionale più mirato ai campi di attività, vero limite invalicabile nell'esercizio professionale, e sostenendo l'imprescindibilità di posizionare il suddetto a completamento delle normative vigenti (profilo professionale; Legge 251/00 ecc.), onde evitare che un tale dispositivo possa neutralizzare o, addirittura inficiare il percorso giuridico lungamente combattuto e fin qui raggiunto dalla professione.
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